Attenti alle vipere!
Tra i diversi tipi di incidente che possono verificarsi per il nostro cane e che costituiscono situazioni d'emergenza, quello da "morso di serpente" è sicuramente fra i più temuti soprattutto perchè ci coglie sempre impreparati. Questo tipo di incidente per fortuna non è molto frequente e di solito capita quando in compagnia del nostro cane stiamo compiendo una piacevole passeggiata.
I posti dove con più probabilità si corre il rischio di imbattersi in una vipera sono i caseggiati diroccati o in abbandono ubicati frequentemente nelle campagne o in zone periferiche dei centri abitati, ma anche vicino ai muri a secco e nei terreni pietrosi ed incolti.
E' molto utile sapere che uno dei nascondigli preferiti dai rettili è sotto le pietre e questo avviene soprattutto nelle ore più calde della giornata o anche quando spaventati da presenze improvvise, come il calpestio di persone o del cane, per sfuggire al pericolo, cercano di nascondersi. Sarà buona norma quindi, spostando una grossa pietra, di non farlo mai a mani nude, perchè potrebbe capitare che, infilando le dita, si verifichi il pericoloso incidente.
Fra tutti gli animali, uomo compreso, il cane è sicuramente il più esposto al morso da rettile e questo è dovuto essenzialmente a quella che è la sua natura. Infatti oltre alla innata predisposizione che il cane ha di dare la caccia ai serpenti, ciò che più lo espone a tale incidente è la sua tendenza ad intrufolare il muso, ed in particolare il naso, in ogni parte dove percepisce delle emozioni odorose come anfratti, cunicoli, cespugli ed altri tipi di nascondigli; posti, questi, dove con facilità potrebbe annidarsi una vipera. Quando un cane subisce un repentino attacco di un rettile la scena che si viene a creare è di vedere il cane compiere improvvisamente un balzo all'indietro. Questa brusca reazione da parte del cane è un modo inconscio ed istintivo per cercare di sottrarsi all'improvviso ed imprevisto attacco spiccato dal serpente. Nel caso in cui il rettile riesca a raggiungere il bersaglio, le parti del corpo del cane maggiormente colpite sono le labbra, il naso, le orecchie, sotto la gola ed alle zampe. Fra i diversi aspetti inquietanti di questo angoscioso incidente, spesso c'è anche quello di non essere in grado di identificare il tipo di serpente che ha morsicato e di conseguenza in quei terribili momenti è molto difficile capire se si tratta del morso di una vipera o semplicemente di una innocua biscia. Di fronte ad una simile circostanza e nel dubbio, per non correre rischi, è sempre meglio avviare tempestivamente tutte le previste cure del caso, senza aver paura di esagerare, perchè prevenire è meglio che curare. Comunque, volendo cercare di capire quale sia la natura del rettile, è possibile farlo, osservando il tipo di morso cagionato al cane. Infatti da un attento esame si può riuscire a stabilire se si tratta del morso di una vipera o di quello di un altro innocuo rettile.
Se a mordere il nostro cane è stata una vipera, i buchi lasciati sulla cute dello sfortunato soggetto sono due, abbastanza profondi e distanti fra loro circa un centimetro, massimo un centimetro e mezzo, seguiti da una serie di altri forellini molto meno evidenti. Quando invece a mordere è un altro tipo di rettile non velenoso, i buchi sono tutti uguali. Va detto, però, che esistono anche delle eccezioni, come riuscire ad apprezzare un solo buco caratteristico, anziché due e questo potrebbe essere imputabile al fatto che la vipera abbia potuto perdere in un precedente morso una delle due zanne, oppure che non si riescono a distinguere le impronte degli altri denti (mascellari) che, essendo molto più piccoli, in caso di folta peluria dell'animale o di presenza di pantaloni o calzettoni indossati dalle persone, possono risultare assenti. A proposito dei denti veleniferi dei viperidi è opportuno specificare che sono due, alloggiati nella parte anteriore della mascella superiore del rettile ed hanno una lunghezza di poco meno di un centimetro e, a bocca chiusa, si piegano e vengono a trovarsi posizionati sotto il palato. Inoltre hanno un'altra particolare caratteristica ed è quella che al loro interno questi denti sono attraversati da un "canalicolo" che sbocca ad 1-2 mm. dalla punta degli stessi denti e che questo condotto comunica con la ghiandola del veleno. Entrambe le ghiandole velenifere sono provviste di muscolo compressore che entra in azione nel momento in cui il serpente morde, riuscendo così ad iniettare il contenuto della ghiandola, ovvero tutto il quantitativo del veleno da esse elaborato, direttamente nella ferita provocata dal morso. Altri segni caratteristici che si possono evidenziare nella sede del morso di vipera sono i "sintomi locali" dovuti all'inizio dell'assorbimento del veleno e che consistono in un vivo dolore della parte morsicata, con la comparsa di gonfiore ed intenso arrossamento. Il gonfiore dapprima è localizzato al livello del morso, ma poi, con il trascorrere delle ore, tende ad allargarsi in modo molto vistoso in tutta l'area circostante con colorazione della pelle rosso-brunastra. Ci sono poi i "sintomi generali"; questi di solito cominciano ad evidenziarsi all'incirca da mezz'ora ad un'ora dopo il morso e consistono in un grave malessere generale con segni di instabilità, vertigini, vomito, diarrea, brusco calo di pressione e shock, con compromissioni cardio-respiratorie che possono evolvere con il coma e la morte, spesso preceduta da sincope e da convulsioni.
Quando il cane è stato morsicato bisogna cercare di impedirgli di muoversi, perchè l'attività fisica accelera e favorisce l'assorbimento del veleno nel circolo generale. Se il cane è stato morso ad una zampa, la prima cosa molto importante da fare è l'applicazione di una fasciatura leggermente compressiva che deve essere applicata a monte della parte colpita, ovvero alcuni centimetri sopra al punto morsicato. Lo scopo di tale fasciatura è quello di rallentare il circolo sanguigno, ma non di bloccarlo e quindi deve essere fatta in modo che possa scorrre un vostro dito sotto questo ipotetico laccio emostatico che non può permanere per tempi molto lunghi, al massimo due ore. La zona interessata dal morso dovrà essere subito pulita al meglio e, dopo aver individuato i due fori tipici, si deve praticare un'incisione sulla pelle che unisce i due buchi ad una profondità di non oltre 5 mm., e così favorire la fuoriuscita di sangue unitamente al veleno appena inoculato. Prima di procedere all'incisione sarà opportuno sterilizzare alla fiamma la lama che si deve usare. Inoltre bisognerà prestare particolare attenzione onde evitare di tagliare le zone dove scorrono i vasi, soprattutto quelli arteriosi, quindi occhio alle zone che pulsano. Per una migliore estrazione del veleno, si può procedere anche tramite suzione ripetuta più volte, sputando poi il veleno, ma, attenzione! E' una pratica molto rischiosa per il soccorritore, nel caso che avesse delle microlesioni in bocca o le labbra screpolate. In quanto all'uso di siero antiofidico bisognerà essere molto cauti quando lo si deve usare, perchè nel cane può provocare facilmente delle reazioni gravissime e rapidamente mortali come l'anafilassi che in molti casi sono più temibili del veleno stesso, pertanto questa azione terapeutica sarà più opportuno che venga praticata dal veterinario non appena lo avrete raggiunto. Una raccomandazione molto importante: nel caso che il serpente responsabile del morso sia stato ucciso, non dimenticate di portarlo dal veterinario per una sicura identificazione. Comunque ciò delle volte può risultare difficoltoso anche per gli addetti ai lavori, poichè di solito quando si ammazza un rettile si mira a colpirlo alla testa, spesso sfigurandola o distruggendola totalmente.
A questo proposito ritengo sia opportuno descrivere alcuni segni distintivi che possono aiutarvi nel riconoscere una vipera dagli innocui colubridi.
Cominciamo dal colore, anche se questo dettaglio è il meno affidabile, perchè altri rettili possono avere una certa somiglianza di colori. Molto più attendibili sono la forma della testa, la conformazione degli occhi e il tipo di coda, anche se, in mancanza del rettile, il tipo di morso rimane sempre il segno più caratteristico di identificazione, oltre che anche il più facile.
In quanto alla forma ed alla lunghezza devo dire che, rispetto agli altri serpenti, presenta un corpo piuttosto tozzo, ovvero largo rispetto alla lunghezza che di solito si aggira intorno ai sessanta centimetri. La vipera ha una coda molto corta e tozza, ben distinta dal corpo. Il colore del corpo è molto particolare ed è bruno rossastro picchiettato di nero. La testa molto caratteristica è vagamente triangolare, a forma di cuore e con il muso leggermente all'insù ben distinta dal corpo, mentre gli altri serpenti presentano una testa a forma ovale in conformità con il corpo. Gli occhi della vipera hanno delle caratteristiche pupille a fessura verticale anzichè rotonda come negli altri rettili; inoltre devo ricordare ancora una volta la presenza di due denti veleniferi dall'aspetto estremamente appuntiti, situati nella parte anteriore della bocca.
In conclusione devo precisare che, in ogni caso, contro le morsicature delle vipere, condizione perentoria è quella di dover agire tempestivamente, in quanto l'azione del veleno di questi rettili è così rapida che un ritardo potrebbe vanificare ogni tipo di cura.
Pubblicato su autorizzazione del dr. Marco Smaldone
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